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BORMIO

Bormio è un comune di 4.069 abitanti della provincia di Sondrio, situato in Valtellina. Situata nel Parco Nazionale dello Stelvio. Bormio è una località turistica che ha ospitato i campionati mondiali di sci nel 1985 e nel 2005.

Oltre che per lo sci Bormio è nota per le sue terme, citate fin dal tempo degli antichi romani. Gli stabilimenti termali sono tre: le Terme di Bormio, che si trovano sul territorio di Bormio, e due stabilimenti, i Bagni Nuovi e i Bagni Vecchi, che si trovano sul territorio della frazione di Premadio del limitrofo comune di Valdidentro.

Il centro storico di Bormio è uno fra i più importanti dell'intera provincia e tra i meglio conservati di tutto l'arco alpino. Una semplice visita può far comprendere l'alto grado di benessere raggiunto dal borgo nei secoli passati.

Del resto, già nel XIV secolo, la "Magnifica Terra" aveva l'aspetto e l'organizzazione proprie di una vera piccola città. Percorrendo la centrale e frequentatissima Via Roma ci si imbatte in significativi edifici religiosi, quali l'ex-chiesa di Santo Spirito e l'antica Chiesa di San Vitale, posta questa proprio quasi al centro della via. Percorrendo le vie e i vicoli del centro storico si possono ammirare numerosi e raffinati portali storici, finemente intagliati e lavorati, e ingentiliti da rifiniture in pietra locale.

Spesso le antiche dimore di Bormio presentano, sulle mura esterne, suggestivi lacerti di affreschi. Al di là del fiume Frodolfo, oltre il caratteristico e antico ponte, vi è il quartiere di Combo, ove sorgono begli edifici, fra i quali la Chiesetta del Sassello (o della Pazienza) del XIV secolo e la graziosa Chiesa di Sant'Antonio (o del SS. Crocefisso), anteriore al XIV secolo e "culla" abituale del SS. Crocifisso, trasportato, con solenne e suggestiva processione - indetta solo in casi eccezionali, per implorare grazie particolari - lungo le vie del borgo.


EVENTI DELLA TRADIZIONE

Gabinát

Il Gabinát è un'antica tradizione in uso nella giornata del 6 di gennaio. Dai vespri della vigilia sino a quelli del giorno dell'Epifania si scatena fra la popolazione locale una vera e propria gara nel prevenire quanti si incontrano col motto "Gabinat!". Colui che è stato prevenuto deve "pagare" il Gabinat entro il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio, offrendo semplici dolci o una bicchierata.

Gabinat è un parola dialettale che deriva dal tedesco geben-nacht ovvero notte dei doni e indica il giorno dell'Epifania.

Geneiron

Il Geneiron, è un rito di origine precristiana, che è sopravvissuto sino ad oggi. La tradizione prevede che la sera del 31 gennaio i ragazzi di Bormio transitino per le vie del paese trascinando delle "tolle" (contenitori di latta, come ad esempio barattoli, parti di lamiera, etc.) con l'intento di fare baccano per risvegliare la primavera.


L'ors de la tana

La tradizione dell'ors de la tana, prevista per il 2 di febbraio, è un antico uso della popolazione locale che consiste nel fare uscire qualcuno dalla propria abitazione mediante un pretesto ironico. Il malcapitato viene poi accolto da quanti gli hanno giocato lo scherzo col saluto "L'è fora l'ors de la tana" (è uscito l'orso dalla tana).

Anche in questo caso, l'uscita dell'"orso" dal letargo invernale, vuole significare la fine dell'inverno e annunciare la primavera che è alle porte.


Il Carneval di Mat

Il Carneval di Mat è un'antichissima tradizione risalente al Quattrocento. Dal giorno di Sant'Antonio abate e per una settimana intera i mat (giovani del paese) prendono il potere in paese e sotto il Kuerc incoronano il Podestà dei Mat. Il borminoillimitata giurisdizione. E passava a raccogliere denari per le vie e le abitazioni dei privati che loro malgrado finanziavano le gozzoviglie dei mat del carnevale. Il Podestà dei Mat in questa settimana attraverso un discorso "metteva in Piazza" tutti gli scomodi segreti e gli avvenimenti accaduti durante l'anno. La goliardica settimana terminava ai piedi del Kuerc, ove veniva allestita dagli arlecchini, aiutanti e difensori del Podestà, una grossa polentata a cui partecipavano i poveri del paese. Al termine di questa settimana il Podestà dei Mat perdeva i propri poteri e quasi sempre si riduceva in miseria. prescelto non poteva rifiutare l'incarico divenendo il Monarca dei Matti, in tal modo veniva condotto a Palazzo spodestando il vero Podestà del Contado. Per sette giorni egli deteneva il potere che gli permetteva di avere

Questa tradizione venne dapprima abolita nel 1755 da un decreto delle Tre Leghe in quanto il Governo grigionese non tollerava influenze sul potere. Tuttavia la protesta dei bormini, legati a questa secolare tradizione, indusse il governo Grigione nel 1766 a revocare e sostituire il decreto con un altro in cui si diceva che non era intenzione delle Tre Leghe abolire quei divertimenti, purché non si commettessero violenze e soprattutto si rispettasse il Palazzo del Podestà.


I Pasquali

I Pasquali sono dei carri allegorici a tema religioso. Essi vengono realizzati dai cittadini di Bormio, che divisi in cinque reparti (Maggiore, Dossorovina, Buglio, Combo, Dossiglio), si sfidano nella sfilata che si svolge il giorno di Pasqua. I carri sono rappresentazioni di valore simbolico religioso, sono composti da delle portantine in legno, dette barelle, sulle quali vengono poste delle preziose opere artigianali. La lavorazione dei Pasquali ha inizio, già dopo il Natale, i lavori, coinvolgo sia grandi che piccini, ed avvengono in assoluta segretezza, per evitare le 'spiate'. La vittoria è concessa al Pasquale che ottiene la valutazione migliore sulla base di vari criteri: aspetto estetico, significato religioso e qualità della lavorazione.

La tradizione dei Pasquali trae origine dalla vecchia usanza del sacrificio dell'agnello ed è presente solo a Bormio e a Roma e da nessun'altra parte. In origine, infatti, il pasquale fu una costruzione sulla quale cittadini dei vari reparti ponevano l'agnello sacrificale da offrire a Dio. La volontà di abbellire, addobbando il proprio carro pasquale, trasformò questo primordiale uso in una vera e propria competizione che sopravvive sino ai nostri giorni nostri.

 


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